Scoperta nell'Oceano Indiano una nuova specie di corallo di profondità: una gemma nascosta degli abissi
- The daily whale
- 20 ott 2025
- Tempo di lettura: 2 min
In una scoperta rivoluzionaria che evidenzia quanto poco sappiamo degli oceani del mondo, gli oceanografi hanno identificato una nuova specie di corallo di profondità che prospera nelle remote profondità dell'Oceano Indiano. La specie, provvisoriamente chiamata Pseudosepta indica , è stata trovata a profondità di quasi 2.000 metri durante una recente spedizione internazionale che mappava montagne sottomarine inesplorate tra il Madagascar e le Seychelles.
Un delicato corallo legnoso, di colore arancione pallido con polipi traslucidi, è stato trovato aggrappato al bordo di una scogliera, illuminato solo dai deboli raggi di un veicolo a comando remoto (ROV). La sua intricata struttura ramificata, simile a un pizzo sottomarino, ha immediatamente catturato l'attenzione degli scienziati che seguivano la diretta a bordo della nave da ricerca.
"Questa scoperta ci ricorda quanto le profondità dell'oceano rimangano un mistero", ha affermato la Dott.ssa Meera Das, biologa marina dell'Indian Ocean Institute e una delle scienziate a capo della spedizione. "Abbiamo esplorato meno del 20% dei fondali dell'Oceano Indiano, eppure continuiamo a trovare specie che mettono alla prova la nostra comprensione della biodiversità marina".
I coralli di profondità come la Pseudonephthea indica svolgono un ruolo vitale negli ecosistemi oceanici. A differenza dei loro parenti di acque poco profonde, non dipendono dalla luce solare o dalle alghe simbiotiche. Catturano invece la materia organica alla deriva nelle acque fredde e scure, formando habitat complessi che ospitano innumerevoli specie di invertebrati e pesci. Queste "foreste" di coralli sono hotspot di biodiversità, archivi viventi di adattamenti evolutivi.
La scoperta arriva in un momento cruciale. Con l'aumento della pressione esercitata dall'attività mineraria e dalla pesca a strascico in acque profonde nell'Oceano Indiano, gli scienziati chiedono una maggiore protezione degli ecosistemi fragili prima che vengano compromessi o distrutti. L'habitat della nuova specie di corallo è vicino ad aree di crescente interesse per l'esplorazione mineraria dei fondali marini, sollevando urgenti interrogativi sulla conservazione e la gestione sostenibile degli oceani.
"Non si tratta solo di una nuova specie", ha sottolineato il Dott. Das. "Si tratta di riconoscere che le profondità marine sono vive, interconnesse e fondamentali per la salute del pianeta. Ogni scoperta rafforza la necessità di proteggere questo fragile ambiente prima che sia troppo tardi".
Campioni del nuovo corallo sono ora in fase di studio in laboratori specializzati per analizzarne il patrimonio genetico e le potenziali applicazioni biomediche. Gli organismi delle profondità marine hanno già prodotto composti promettenti per la ricerca sul cancro e sugli antibiotici, e la Pseudonephthea indica potrebbe avere un potenziale simile.
Mentre la nave cargo della spedizione decollava, il corallo brillò un'ultima volta alla luce della telecamera: un mondo invisibile che appare per un attimo, poi viene nuovamente inghiottito dall'oscurità. Era un promemoria che, anche nell'era dei satelliti e dell'intelligenza artificiale, la Terra custodisce ancora segreti che attendono silenziosi nelle profondità.
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